16 mar 2017

Seguendo Michl (e Mitzl) sulla Croda di Pòusa Marza

La via normale (ma in pratica anche l'unica di bassa difficoltà) per salire sulla Croda di Pòusa Marza, nel gruppo del Cristallo fra le valli d'Ampezzo e d'Ansiei, di certo non ha mai fatto parte degli obiettivi più illustri e ricercati delle Dolomiti. 
Scalata il 29 luglio 1884 dalla guida di Sesto Michl Innerkofler, prima da solo e subito dopo con la sedicenne boema Mitzl Eckerth, la Croda è un torrione di indubitabile prestanza, soprattutto guardandolo dalla strada tra Cortina e Misurina, in prossimità del ponte sul Rudavoi. 
La Croda di Pòusa Marza: tra le nuvole, il Piz Popena
(foto E.M., dal Corno d'Angolo, 31.8.2008)
Oltre a quello estetico, però, non ha altri motivi di richiamo ed è una montagna quasi sconosciuta. La roccia spesso incerta, oltre alla via originaria, in 130 anni ha invogliato a cercare soltanto un altro percorso, sulla parete SO, ad opera degli Scoiattoli Raniero Valleferro e Alberto Dallago, che lo salirono il 4 aprile 1976 come allenamento per la sfortunata spedizione sull'Huascaran dalla quale Raniero non è tornato.
La Croda mi pregio di averla salita anch'io. Accadde il 9 luglio 1994, e con me c'era l'amico Roberto. Allora ci parve di avere compiuto una scoperta divertente e originale, anche in virtù del contesto grandioso in cui la Croda si trova; tutto sommato, seppure l'avvicinamento alla cima sia più lungo della parete da scalare, l'ascensione non è poi malvagia, e lo conferma anche Luca Visentini nel suo volume monografico sul Cristallo del 1996.
Per chi ama i numeri: la via Innerkofler - Eckerth si sviluppa per un centinaio di metri e le  difficoltà si attestano sul secondo e terzo grado, con due passi un po' più impegnativi; a noi richiese poco più di un'ora, su un percorso sempre continuo ed esposto, con dolomia non eccellente ma neppure miserabile. 
Tracce di passaggio: nessuna; assicurazione solo su spuntoni e clessidre, e in discesa tre calate su cordini, lasciati lassù a futura memoria. Trovammo la cima abbastanza comoda, pulita e dimenticata, anche se la Croda è stata calcata da gente famosa, come il Re Alberto dei Belgi con Antonio e Angelo Dimai Deo di Cortina, Severino Casara, Dino Buzzati con Giuseppe Quinz di Misurina; più di recente l'alpinista e scrittore bellunese Claudio Cima e il citato Visentini con Mauro Corona. 
Il clou della via: un gradino di roccia salda poco sotto la vetta, da superare di slancio partendo da una cengetta. Un bel passaggio, del quale è un peccato che non abbia in archivio neppure un'immagine! 
Tornando a valle, Roberto e io convenimmo di aver vissuto una giornata pionieristica ed esplorativa soddisfacente, oltre che non comune. Sommata alla salita per il ramo esterno del vallone che s'interna ai piedi del Piz Popena e alla discesa per quello parallelo, la Croda di Pòusa Marza - a 110 anni di distanza da Michl e Mitzl - riempì di soddisfazione una bella domenica d'estate.

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