23 gen 2017

La Dimai della Punta Fiames: storia e storie di una via (600° post di ramecrodes)

E’ una mattina di prima estate del 1901. Dopo accurate ricognizioni, che li hanno portati a intuire un percorso possibile, Antonio Dimai - 35 anni, guida alpina di Cortina al culmine della fama - e Agostino Verzi, più giovane di tre anni e altrettanto abile e agguerrito, sono pronti. 
Con J.L. Heath di Londra, le guide salgono con successo una parete di circa 350 metri, articolata e complessa, dove nessuno ha ancora messo il naso e che - cent'anni dopo - rimane a buon diritto un'appagante esperienza: la sud della Punta Fiames del Pomagagnon, in paese detta semplicemente ra paré
L'avvicinamento, un po' lungo ma abbastanza comodo; l’interesse della via che – pur non rientrando fra le più impegnative delle Dolomiti – costituiva una meta di prestigio; la possibilità di seguire le cordate coi binocoli dal fondovalle, ben presto porteranno la via Dimai ad essere una delle più famose e gettonate della valle. 
Poco dopo la conquista, alcune guide di cui non si hanno i nomi riescono a evitare il tratto più ostico della Dimai, in cui le colate d'acqua rendono spesso la roccia scivolosa, con la “Variante”. Essa s'inoltra per circa settanta metri in una serie di camini di medio impegno, e inizialmente sarà preferita dalle guide con i clienti, per tornare a riprendere scarpe e sacchi ai piedi della parete, mantenendosi sempre sul versante al sole. 
Ernesto, Enrico, Federico, Mauro sulla Punta Fiames,
dopo aver salito la Dimai, 23/1/1983
Purtroppo non ho riferimenti sulla prima ripetizione, la prima femminile e la prima "senza guide" della Dimai, di cui presto andrà perso il conto delle visite. In ogni caso, penso che le scalate citate siano state compiute subito dopo l'apertura della via, apprezzata dai dolomitisti per la varietà dei passaggi, la bontà della roccia, la favorevole esposizione, il panorama. 
Il 3/1/1913, Angelo Dibona e l'ungherese Anton von Csaky compiono una delle prime invernali documentate; il 26/7/1945 la maestra elementare Anna Caldart ripete invece la Dimai da sola, assicurandosene la probabile prima solitaria femminile. 
Venerdì 27/5/1976, un diciottenne che ha già fatto quattro o cinque salite marina la scuola e, legato alla corda del coetaneo Ivo (il quale pensa già di diventare guida come il padre) supera favorevolmente anche lui la parete.
Ci tornerà poi per venti volte in un ventennio, tre delle quali d'inverno ed una giusto come oggi, 34 anni fa; non riesce ancora a dimenticarne nessuna.

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