25 ago 2016

Alessandro Zardini, la guida che non venne ascoltata

Delle due guide di Cortina scomparse d'inverno e in modo tragico, il primo in ordine cronologico fu Alessandro Cassiano Zardini «Nòce», nato nel villaggio di Staulìn il 24 aprile 1887. Poco meno di un secolo fa, il 13 dicembre 1916, infatti, Zardini fu sepolto - insieme ad altri trecento compagni d'arme - da una valanga di 200.000 mc caduta nella località detta Gran Poz, ai piedi della Marmolada di Rocca.
Alessandro Cassiano Zardini (1887-1916)
- Raccolta fotografica E.M. -
Promosso guida da quattro anni con il coetaneo Simone Lacedelli «da Rone» (1887-1970), il giovane Alessandro non aveva ancora maturato esperienze importanti, a parte la seconda salita, compiuta il 13 agosto 1916 col Tenente Norbert Gatti, della via di Laufenbichler e Langes sulla nord della Roda del Mulon; un lungo percorso di discreta difficoltà, che è plausibile fosse stato ripetuto per ragioni strategiche e tattiche più che per mestiere o per puro divertimento.
La guida lasciò la giovane vedova e tre figli, dei quali la minore, Stefania, è scomparsa da non molti anni; il suo nome è stato inciso sia nella cappella che poi sulla lapide voluta dal Comune in memoria dei 140 cittadini di Cortina vittime della Grande Guerra. 
Purtroppo, oltre al pezzo di carta recuperato negli anni '60 da uno dei rari salitori della Roda del Mulon, misconosciuta vetta del gruppo della Marmolada, non so se siano disponibili documenti o immagini sulla breve attività del «Nòce»; se ci fossero, sarebbero sicuramente utili per ricostruire la storia civile e militare dell'ampezzano.
Di lui, chi scrive ha riunito qualche anno fa le poche notizie reperite sulla rivista «Cortina», per gettare più luce possibile sulla parabola esistenziale di una guida alpina che stava avviandosi alla vita.
A soli 29 anni Zardini - insieme a tanti altri sventurati - pagò le assurde decisioni di un Comando, sacrificandosi a causa dell'errata installazione - da lui stesso, coscienzioso montanaro, sconsigliata - di un accampamento in una delle aree più pericolose del fronte e nell'inverno più nevoso della Grande Guerra.

Punta Armando, la cima degli Scoiattoli

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