06 lug 2016

"Ma mi faccia il piacere..." Malga Ra Stua e il Rifugio Biella non sono in Pusteria!

Cercavo nel sito http://www.altapusteria.info/it/san-candido/san-candido/shopping-gusto/rifugi-ristori.html la conferma dell'apertura di una delle tante malghe e rifugi pusteresi dove pranzare la domenica, quando ho scoperto una curiosità da "ridere, per non piangere". 
Nella serie di baite, Gasthöfe, malghe, rifugi e ristorantini in quota dell'Alta Pusteria (Comuni di Sesto, San Candido, Dobbiaco, Villabassa e Braies, per capirci), pare che siano state inserite alcune strutture "forestiere". 
Guarda caso, due di esse non sono proprio Malga (o Rifugio) Ra Stua, attribuita prima al Comune di Toblach-Dobbiaco e poi, all'interno del sito, alla Provincia di Belluno, e il Rifugio Biella, assegnato tout court al Comune di Prags-Braies? (La terza è il Rifugio - auronzano - Bosi al Monte Piana, attribuito anch'esso al Comune di Dobbiaco).
Forse qualcuno lo liquiderà come l'eterno "disguido" cui siamo  assuefatti quando si discute di pubblicità delle Dolomiti bellunesi, spesso scambiate per sudtirolesi (la questione "Tre Cime" tra Sesto e Auronzo, esplosa in questi giorni, insegna), trentine o addirittura anche friulane...
A me pare  un ulteriore, per quanto incruento, scippo ai danni della Provincia di Belluno, che verso nord finisce anche con Cortina e ospita circa il 70% delle Dolomiti dichiarate nel 2009 "Patrimonio dell'umanità Unesco". Nel caso di specie, il "disguido" danneggia le Regole e il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, che delle citate strutture sono le proprietarie, gestrici, curatrici e valorizzatrici.
Tre Cime di Lavaredo: cadorine per i cadorini,
pusteresi per i pusteresi? (raccolta E.M.)
La tedeschizzazione di Ra Stua e del Biella, magari, a quei rifugi farà ancora più pubblicità, ma non è il top del galateo istituzionale, nel marketing dolomitico di cui spesso si discute. Per esempio, pur avendo tre toponimi (tedesco, italiano, ladino) ed essendo molto amata dagli abitanti di Cortina, non mi sogno certo di sostenere che la Knappenfusstal - Valle dei Canòpi - Val dei Chenòpe, che da Sorabànces - Passo Cimabanche - Im Gemärk (Cortina) sale a Plätzwiese - Pratopiazza - Plèz (Dobbiaco), sia ampezzana, come la "Cortina Alta", nome con il quale anni fa si tentò di contrabbandare il nuovo Residence Ploner a Schluderbach-Carbonin di Dobbiaco.
Sia pure per pochi metri la Valle è in Pusteria, e riconosciamo la titolarità del luogo, anche se il confine con Cortina passa a filo e in zona è riconosciuto il diritto di legnatico a favore delle Regole d'Ampezzo, confermato con atto del 1980 intavolato al Comune catastale di Dobbiaco. Signori sudtirolesi, per favore, lasciamo a Cesare quel che è di Cesare!

Sullo Spalto di Col Bechéi, una cima senza cima

Il nome "Spalto" (più diffuso al plurale, "Spalti") di Col Bechéi, che identifica una zona famosa per le vie di scalata...