27 mag 2016

Il Tridente Cantore, una (o due, o tre?) cima mancata

Nel 1901 Giovanni Barbaria dei "Zupriàne", detto "Zuchìn" (testardo), costruì sulla riva del Lago di Federa un piccolo rifugio, che quattro anni dopo però vendette alla Sezione di Reichenberg del Club Alpino Tedesco-Austriaco, perché gli affari non andavano come aveva creduto. 
Barbaria aveva un nome, poiché già dal 1875 faceva parte del nucleo fondatore delle guide alpine ampezzane. Giunto a sessant'anni ancora in forma, già nonno di alcuni nipoti, si teneva comunque in esercizio; così, un giorno imprecisato di settembre del 1910, col figlio Bortolo, anch'egli rinomata guida, accompagnò due viennesi in un'avventura, alla quale manca forse qualche tassello. 
La comitiva salì per prima il più alto dei denti che dalla cresta della Tofana di Mezzo si spingono verso il Valon de Tofana, poco distante da Forcella Fontananegra, dove fin dal 1886 esisteva la Tofanahűtte, l'attuale Rifugio Camillo Giussani. 
In omaggio ai clienti, i tre denti furono battezzati Wienertűrme (Torri Viennesi), ma di quella fantomatica prima mancano i particolari. Intorno al 1921 i torrioni, insieme al rifugio ricavato dall'adattamento del casermone italiano poco sopra Forcella Fontananegra, furono dedicati al Generale degli Alpini Antonio Cantore, caduto nei pressi della forcella il 20 luglio 1915. 
Il Rifugio Cantore verso il Tridente, 
in una cartolina d'epoca (raccolta E.M.) 

Le torri furono rispettivamente nominate Torrione Cantore, Torrione Centrale e Torre Ovest: penso siano state completamente abbandonate, perché vi mancano itinerari di richiamo e la roccia non dev'essere proprio da manuale. Tra l'altro soltanto due di esse, salvo errori, hanno vie di salita (e quindi, c'è un ulteriore mistero...).
La torre più alta fu scalata nel luglio 1916, a scopo tattico, dai soldati Emanuele Celli e Giuseppe De Carlo di Calalzo, e nell'agosto del 1941 vi tornarono per lo spigolo sud-est i fratelli Mariano e Ermanno De Toni, guide alpine di Alleghe. 
Il 17 giugno 1945, invece, Bibi Ghedina e Bortolin Pompanin, oggi ultra novantenne ed unico rimasto del gruppo di giovani che nel 1939 diede vita alla "Società Rocciatori Sciatori Scoiattolo", salirono la torre minore da sud-ovest.
L'itinerario degli Scoiattoli supera una marcata fessura alta centoventi metri; pare abbia difficoltà di 4°, che quindi potevano essere accessibili anche a noi giovani. Quella fu solo una delle idee che stuzzicarono la nostra curiosità; ci interessavano "pericolosamente" itinerari strani, poco noti e in cima al mondo, e così un giorno andammo a guardare. 
La visita però non fu lunga, e finimmo al Rifugio Giussani, dove un'allegra bevuta ci allontanò dal Tridente, ricco di storia e magari anche bello da vedere, ma poco idoneo a dare sicurezze alla nostra fantasia.

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