4 mag 2016

Sul Popena Basso o Monte Popena

A metà agosto, cadrà un anniversario che dubito qualcuno ricorderà, se non qualche storico o cultore di curiosità alpinistiche: i novant'anni dell'inaugurazione della "palestra di roccia " (voce oggi dismessa, a favore del più esotico "falesia") di Misurina, sul Popena Basso o Monte Popena nel gruppo del Cristallo.
Nel 1953, in "L'alpinismo a Cortina dai suoi primordi ai giorni nostri 1863-1943", l'accademico Federico Terschak registrava così la notizia: "1926. In data 19 agosto i senza-guida Casara e Granzotto salgono per primi al Monte Popena, m. 2225, per la parete est". Severino Casara, febbrile esploratore delle Dolomiti - sulle cui cime scoprì decine e decine di vie, oggi in gran parte dimenticate - e il concittadino Lorenzo Granzotto, Medaglia d'oro caduto sul fronte greco nella II guerra mondiale, inaugurarono la "palestra" salendo il camino che solca nettamente la parete sull'estrema sinistra, guardando dal basso.
La parete del Popena Basso col Camino Casara,
dal sentiero d'accesso (foto E.M., sett. 2008)
Il Popena è una cupola coperta di mughi, che sorge da grandi boschi e domina il lago. Noto ab antiquo a cacciatori, pastori, topografi, verso est presenta un'ampia parete alta fino a duecento metri. E' strano che quella parete, grigia e verticale nel settore di sinistra, più gialla e in parte strapiombante in quello di destra, sia stata scoperta solo nel 1926 dal giovane Casara, che le diede una fortuna insperata.
Dagli anni '30 del Novecento, infatti, il Popena fu frequentato per le scalate di Mazzorana, Zanutti, della squadra lecchese di Cassin, degli Scoiattoli Alverà (Albino, e cinquant'anni dopo Modesto), Apollonio, Lacedelli e Lorenzi, di Molin e alcuni altri.
Verso la fine del XX secolo, anche lassù si è affermata l'arrampicata "plaisir" di Cipriani e amici, che ha quasi ridotto a zero eventuali possibilità esplorative. Le vie classiche che godono ancora di consenso, e che ci onoriamo di avere salito più volte, dovrebbero essere due: il Diedro Mazzorana "a sinistra degli strapiombi gialli" (salito da Piero Mazzorana da solo nel 1931) e la Mazzorana-Adler, sull'estrema destra della parete, a pochi metri dal sentiero d'accesso (salita da Mazzorana con Mulli Adler nel 1936).
Il sentiero "normale" che porta sul culmine, invece, è una insolita e non lunga passeggiata su una mulattiera militare discretamente conservata e priva di tabelle e bolli, in un ambiente aspro e solitario che purtroppo, o per fortuna, non coinvolge troppa gente. E' senz'altro una gita meritevole, nella natura e nella storia.

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