02 nov 2015

La pace di Posporcora

Nel tardo pomeriggio di un giorno di giugno, ci trovammo in beata solitudine al Passo (o Forcella) Posporcora, valico boscoso che separa le pendici dei Tonde de Cianderou dal Col Rosà, pilastro angolare del gruppo della Tofana.
Il Passo, quotato 1711 m e dal toponimo arcano, dovrebbe essere il passaggio meno elevato tra i monti d’Ampezzo, e agevola la comunicazione fra la Valle del Boite e la Val Travenanzes. 
Prima di diventare strategico nella Grande Guerra per il trasferimento delle truppe italiane verso il fronte, fu per secoli al centro del transito più breve per condurre il bestiame da Cortina ai pascoli di Travenanzes, e per questioni di alpeggio fu spesso teatro di dispute fra i regolieri. 
Citato da Grohmann come belvedere sulla valle e le montagne di Cortina, oggi Posporcora si è piuttosto rinselvatichito, e fra le piante si fa quasi fatica a distinguere le vette delle Pezories e del Pomagagnon, che lo fronteggiano, di là dalla valle. 
Pur essendo di comodo e facile accesso, risulta però che il Passo sia frequentato - in proporzione - quasi meno da camminatori che da bikers,  i quali (non so esattamente perché) da anni adorano fare lo slalom lungo la Val Fiorenza.
A Posporcora si sale comodamente da Pian de ra Spines, oltre Fiames, per le regolari e strette serpentine (numerate col 409, per l'esattezza) tracciate dagli italiani durante la Grande Guerra, 
Ruderi italiani della Grande Guerra
sotto il Passo Posporcora (foto E.M., 2004)
  che rimontano l'impluvio densamente boscato dal romantico nome di Val Fiorenza. 
In un punto della valle, qua e là sconvolta da qualche frana, si troverebbe il Souto del Ris-cia, risalto dove, in un remoto inverno - un ampezzano della famiglia Hirschstein, avvallando legna con la slitta, uscì di strada distruggendo la slitta e disperdendo il carico. Pur avendolo cercato, però, non l'ho mai esattamente localizzato.
Per chiudere queste divagazioni su un bell'angolo del mondo: sul far della sera di un giorno di giugno, in cui era comparsa anche la pioggia, lassù a Posporcora - meta di tante escursioni, prima e dopo di quella - oltre a neppure un alito di vento, non trovammo un'anima. 
Riuscimmo così a goderci appieno alcuni attimi irrinunciabili, di pace e di tranquillità nella natura.

Campanile Rosà, una freccia nel cielo

A est del bonario Col Rosà, in vista della piana di Fiames emerge una guglia dolomitica dotata di una suggestione quasi arcana.  La si no...