23 ago 2015

Silenzi e misteri sulla Piccola Croda Rossa

Piccola Croda Rossa e Croda Rossa d'Ampezzo
da Sennes (foto E.M., febbraio 2007)
Ho salito la Piccola Croda Rossa, la cima che fronteggia la più nota Croda Rossa, tra Cortina e Braies, una decina di volte. Nota forse agli antichi cacciatori, la cima fu toccata per la prima volta con intenti esplorativi il 4 luglio 1894, per la cresta NE da Viktor Wolf Von Glanvell con la guida Josef Appenbichler di Braies, e raggiunta con gli sci da tale Trojanek già prima della Grande Guerra. 
Personalmente, sono sempre salito per quella che chiamo la "via ampezzana” alla vetta: dal piccolo lago ormai quasi prosciugato di Remeda Rosses, su per erti gradoni di pascolo e rocce senza tracce fino in cresta, sbucando sulla cupola della Remeda Rossa e qui riallacciandosi alla via solita, che sale dal Rifugio Biella. 
In discesa invece, ho sempre scelto la dorsale, rocciosa in alto, ghiaiosa e pascoliva più in basso, di "Ra Jeralbes" (citata anche da Berti nella guida "Dolomiti Orientali" e segnalata da un unico ometto a metà circa), che consente di chiudere l'anello alla Crosc del Grisc, sul sentiero di partenza. Quindici anni fa, il 22 agosto 2000, la proposi con mutua soddisfazione anche a mia moglie, che ricorda ancora la discesa per le Jeralbes con una certa emozione. 
Per salire sulla Piccola Croda Rossa ci sarebbero ancora due varianti, non provate direttamente. La prima segue un aperto canale tra la Remeda Rossa e la Croda, che s’imbocca dal citato laghetto. Noto ai cacciatori, il canale non sembrerebbe troppo impegnativo; in alto va percorso sulla sinistra orografica e consente di uscire alla Sella della Remeda. 
La seconda possibilità, che so utilizzata da taluni in discesa, si diparte dalla parte bassa delle Jeralbes e per uno dei canali che calano verso la Val Montejela, consente di raggiungere l'ex Bivacco Dall’Oglio. 
Le opzioni, note a pochi e richiedenti un minimo d'impegno in più, unitamente alla discesa per le Jeralbes, vivacizzano una salita suggestiva per ambiente e panorama, ma un po’ noiosa, vista l’enorme distesa di pietrame e detriti da attraversare per toccare la quota più alta, dove il libro di vetta ricorda l'amico Claudio Alberti, caduto in montagna nel 1995. 
Anni fa, da qualunque lato si affrontassero, sui declivi della Piccola Croda Rossa era usuale imbattersi in molto camosci e stambecchi, che lassù hanno uno degli habitat preferiti e si potevano fotografare abbastanza facilmente. 
Ora forse è un po' meno facile: gli animali non sono più tanti, ma gli esseri umani che frequentano la cima sono sempre pochi, e sulle pendici della Piccola Croda Rossa non è raro quel silenzio che sui monti ho sempre cercato.

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