27 apr 2015

Gli stambecchi della Piccola Croda Rossa

Non è (almeno, fino a qualche tempo fa non era) poi tanto infrequente incontrare stambecchi sui monti di Cortina, soprattutto per chi si avventura in determinati recessi un po' fuori mano nel settore nord della valle. 
Chi scrive bazzicava spesso in molti di quei recessi, e ricorda in particolare un incontro con due stambecchi risalente a meno di vent'anni fa, che ebbe davvero del magico. 
Con l'amica scrittrice Lorenza Russo, stavamo risalendo i dossi di rocce e magro pascolo - habitat ideale di una colonia di ungulati - che dall'asfittica pozza del Lago de ra Remeda Rosses conducono al dosso omonimo, antiporta della nota Piccola Croda Rossa. 
Ero un po' davanti, sprofondato nei miei pensieri, quando sentii un fischio acuto e prolungato, a brevissima distanza. 
Alzai la testa e me lo vidi, forse ad un metro. 
Era un grande e bell'esemplare, con un palco degno di un foto servizio. Mi stava di fronte, immobile, e mi osservava con l'aria un po' sorniona e un po' beota tipica di quegli ungulati. 
photo courtesy 
commons.wikipedia.org
Lo guardai: mi guardò: ci guardammo, e per un periodo indefinito, forse uno o due minuti, rimasi quasi estraniato, a scrutare uno degli esseri viventi più alteri e misteriosi della montagna. 
Com'era comparso, poi lo stambecco se ne andò, con la sua flemma e lasciando il posto a un altro. Per fissare anche quello (avevo a disposizione soltanto gli occhi, nessuna macchina!) mi sedetti, e rimasi qualche altro lungo minuto quasi immobile, ad ammirare quel congegno naturale così possente e potente. 
Per me e Lorenza, in quel terso pomeriggio d'agosto, arrivare in vetta alla Piccola Croda Rossa fu più piacevole, sapendoci soli ma in buona compagnia.

Sullo Spalto di Col Bechéi, una cima senza cima

Il nome "Spalto" (più diffuso al plurale, "Spalti") di Col Bechéi, che identifica una zona famosa per le vie di scalata...