17 apr 2015

Il Moròto e il suo triste destino

Si avvicinano i centocinquant'anni da quando, ai primi di luglio del 1865, nel villaggio di Chiave d'Ampezzo alle falde del Pomagagnon, nacque un uomo che avrebbe lasciato un'impronta nella storia di Cortina per il suo destino: fu, infatti, l'unica guida di montagna locale a morire nell'esercizio dell'attività. 
Era Angelo Gaspari Moròto, falegname, che divenne "Autorisierte Bergführer" poco più che trentenne, nel 1896, e come tale è registrato, con altri ventidue colleghi, nella “Tariffa per le guide di montagna del Distretto Giudiziario d'Ampezzo” emanata nel 1898. 
Le guide alpine di Cortina nel 1901
(foto raccolta E.M.)
Gaspari ebbe una buona fama nel suo mestiere, e al suo nome si associa un paio di prime salite: il camino sulla parete S della Gusèla, salito nell'estate 1901 col collega Angelo Maioni Bociaštòrta (1866-1953) e le non meglio individuate sorelle Schmitt (di quello stretto, strapiombante e scivoloso camino credo sappia qualcosa mio fratello, che lo salì con scarpe del tutto inadeguate...), e una variante alla via normale sull'avancorpo sud della Torre dei Sabbioni, aperta il 26 agosto 1911 con E. Heimann. 
Due giorni dopo il povero Gaspari, terzo da sinistra in seconda fila nello storico ritratto delle guide alpine di Cortina scattato davanti all'Osteria Al Parco il 2 novembre 1901, scivolò sulla via solita del Monte Cristalloprobabilmente dall'esposto passaggio della “Lasta”, ferendosi a morte nel disperato tentativo di trattenere con la corda il cliente, che aveva perso l'appiglio. 
La vedova e il figlio settenne Giovanni, futuro famoso imprenditore nella costruzione degli sci, furono i primi a Cortina a poter usufruire della previdenza economica stabilita dalla “Cassa di sussidio per malattie e infortuni”, in breve “Cassa Schmidt” dal nome dell'alpinista tedesco Anton Schmidt, che nel 1896 ne aveva suggerito l'istituzione e in seguito sostenne generosamente. 
Un'ultima curiosità: negli anni Ottanta del secolo scorso, in vetta al Piz Popena, tra gli altri, fu recuperato un bel biglietto da visita datato 1906; era del Moròto, che in esso si qualificava curiosamente in francese “Ange Gaspari, guide du Club Alpin”.

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