04 gen 2015

Piero de Jènzio, pioniere dei monti d'Ampezzo

Domani cadranno i centosette anni dalla morte (e quest’estate saranno centosessanta dalla nascita) di un personaggio importante per la storia dolomitica tra l'800 e il '900: la guida Pietro Antonio Dimai Deo, noto come Piero de Jènzio.
Questo primo post dell'anno vuole ricordare la nobile figura di un alpinista - del quale, peraltro, tempo addietro ebbi in dono una copia del 2° libretto di guida -, cui è attribuita una dozzina di vie nuove, due prime invernali (celebre quella sulla Croda da Lago, col cugino Antonio e Jeanine Immink, nel dicembre 1891) e molte salite sulle crode ampezzane, cadorine e pusteresi. 
Piero nacque a Chiave l’8 settembre 1855 da Fulgenzio e Maria Francesca Apollonio , in una famiglia che nel corso di un un secolo consegnerà alla storia sette guide. Il padre, "Jènzio Deo", e lo zio Angelo consacrati da Paul Grohmann, impersonarono nel modo più intenso l’epoca pionieristica della scoperta delle Dolomiti: erano, infatti, con il viennese il 28 settembre 1864 per la conquista della Marmolada di Penia, la maggiore elevazione delle Dolomiti. 
Guide di Cortina a Volpera nel 1897;
Pietro Dimai è il primo a sin., seduto
In famiglia divennero guide anche Arcangelo, il fratello minore Antonio e due figli di quest'ultimo, Angelo e Giuseppe. Pietro ricevette il permesso per svolgere la professione a soli 19 anni. Sarà uno dei più giovani a Cortina a conseguire l'obiettivo, prima del suo futuro cognato Pietro Siorpaes (1887), di Celso Degasper (1922), Bruno Verzi (1945) e Modesto Alverà (1976). 
Con il padre, lo zio, il cugino Arcangelo, il futuro suocero Santo Siorpaes, Alessandro Lacedelli, Giuseppe Ghedina Tomasc, Angelo Menardi Malto e Angelo Zangiacomi – mancava Giovanni Barbaria, promosso nel 1875 -, Dimai fu una delle prime nove guide autorizzate a Cortina, secondo la lista pubblicata in calce al tariffario delle gite e ascensioni del 1876. 
Già prima di uscire dalla scena dolomitica, Paul Grohmann aveva inquadrato i due Dimai come alpinisti degni di attenzione: “Devo ricordare i figli di Angelo e di Fulgenzio Dimai e cioè Arcangelo e Pietro Dimai, due bravi giovani. Penso che soprattutto il primo potrà diventare una guida eccellente.” Parole profetiche!
Nel 1892 Piero sposò Maria Teresa Siorpaes, primogenita di Santo, e si spense a poco più di cinquant'anni, di polmonite fulminante, il 5 gennaio 1908: solo tre mesi prima, il 21 settembre 1907, aveva accompagnato l'ultimo cliente, il dott. Glanzmann, sulla Croda da Lago.

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