09 dic 2014

Appunti sulla Cortina che non c'è più: il "Museo Elisabettino"

Nel corso del tempo, com'è naturale, anche a Cortina sono andate perse - per i motivi più diversi - strutture importanti per l'aggregazione, la cultura, il turismo. 
E' stato così anche per il “Museo Elisabettino”, la prima realtà museale ampezzana, che purtroppo ebbe vita breve. Fondato nel 1906 come “Museo d’Antichità Ampezzana” su interessamento di alcuni appassionati d’arte e cultura locale, disciplinato da uno Statuto nel 1908, fu dedicato a Sissi, l'Imperatrice Elisabetta d’Austria. Inizialmente la raccolta fu ospitata a Ronco. in casa di Agostino Colle "Tino Codèš", uno dei benemeriti soci fondatori; in seguito, su suggerimento del medico Angelo Majoni, fu trasferita nel Municipio e arricchita con dipinti e altri pezzi d'antiquariato già depositati nel palazzo civico. 
Photo courtesy: "Storia d'Ampezzo"
di G. Richebuono, Mursia - Milano 1974
Lo scrittore, critico d'arte e giornalista Ugo Ojetti, Tenente volontario nella Grande Guerra, fu incaricato di compilare un inventario delle "cose notevoli" del Museo. Fra di esse emersero un Cristo ligneo del 1500, dipinti a olio di soggetto sacro del 1600-700, paliotti decorati, cassapanche intagliate, strumenti musicali, un olio del pittore inglese Edward Theodore Compton (il miglior paesaggista dolomitico), alcune tele dei fratelli pittori Giuseppe, Angelo e Luigi Ghedina "Tomàš", quarantadue fucili, armi antiche, vestiti tradizionali ecc. 
Ci lusinga pensare che ci fosse anche qualcosa inerente all'alpinismo: biglietti di scalatori recuperati da qualche cima, libretti delle prime guide, libri dei primi rifugi d'Ampezzo, qualche attrezzo alpinistico come alpenstock, ramponi o altro...
Durante il conflitto, una granata sconvolse il Museo, e la raccolta andò in gran parte dispersa. Nel 1929, non trovando più spazi espositivi adatti, la società del Museo fu dichiarata sciolta. 
Quel che rimane della collezione è conservato oggi presso il Museo Etnografico delle Regole d'Ampezzo: di quello dedicato a Sissi resta il ricordo attraverso preziose immagini, e l'ammirazione per chi lo volle costituire, pensando già oltre un secolo fa a salvaguardare le cose passate.

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