26 ago 2014

E' uscita la 4a edizione della Storia di Cortina d'Ampezzo, di Mario Ferruccio Belli

32 anni dopo la precedente, è uscita per i tipi di Dario De Bastiani editore la 4a edizione della "Storia di Cortina d’Ampezzo locus laetissimus" di Mario Ferruccio Belli. Il volume, curato nella grafica da Serena Chies, reca in copertina l’immagine di un caposaldo di confine col leone di San Marco e lo scudo di Maria Teresa d’Austria, collocato nel 1753 in Giau dopo una lunghissima contesa fra Cortina e San Vito. Belli, con il suo consueto stile brillante che alla serietà della ricerca storica unisce uno stile molto piacevole egodibile, vi dedica spazio, rievocando una vicenda lontana che ha lasciato numerosissime testimonianze sulle montagne d’Ampezzo.
La quarta di copertina, invece, riporta l’elogio di Indro Montanelli per la precedente edizione della "Storia": “Caro Belli, solo tu potevi scrivere un libro come questo, all’incrocio fra l’avventura, la scoperta e la nostalgia. In me, montanaro di complemento, evoca i ricordi degli anni e degli amici perduti: tu e Buzzati come capi-cordata. Grazie di averci dato questo lavoro.

Lo scopo precipuo della nuova edizione è la presa d’atto di alcune fortunate scoperte archeologiche avvenute negli ultimi decenni, grazie alle quali è stata rivista la storia di Cortina, anticipandola di almeno una decina di secoli. L'autore ha perciò riscritto integralmente le prime pagine del libro, riguardanti i primi insediamenti nelle vallate dell’alto Bellunese, dal Cadore all’Agordino, facendoli risalire addirittura ai tempi dei Paleoveneti o Venetici.
Così emergerebbe dai ritrovamenti di Giau, Làgole, monte Pore, altopiano del Cansiglio e altrove: ben prima dunque dell’arrivo dei Romani. Anche su quell’evento e, subito dopo, sull’arrivo della religione cristiana, Belli corrobora la sua tesi, citando le incisioni del Civetta, i ritrovamenti del monte Calvario in Auronzo, di Santo Stefano, del Passo Monte Croce Comelico e di San Vito.
Gli ultimi ritrovamenti sono quelli avvenuti nell'autunno 2013, per interessamento delle Regole d’Ampezzo, sullo scoglio di Podestagno; l’antica omonima fortezza, un tempo datata attorno al 1000, viene invece anticipata ai primi secoli dopo Cristo.
Tutto questo in quasi quattrocento pagine, illustrate da una sessantina di incisioni di montagna tratte da volumi tedeschi, francesi e inglesi del XIX secolo.


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