31 mar 2014

Il Sas da Pèra, Angelo Dibona, Pierosà ...

Una bella immagine, risalente forse agli anni Venti del '900, ritrae la guida Angelo Dibona sul Sas da Pèra, il roccione sotto il Pomagagnon che pare fosse la sua palestra preferita.
Oltre a confermarmi che anche nei tempi andati gli alpinisti si tenevano in forma salendo montagne in miniatura, magari vicine al fondovalle (Dibona abitava a Chiave, poco lontano dal Sas da Pèra), quest'antica “palestra” mi aveva incuriosito già molto prima di vedere la fotografia.
photo courtesy derstandard.at
Da giovanissimo ero stato in zona, ma il ricordo di quella prima esplorazione era ormai sbiadito. Così, vi siamo ritornati un giorno di settembre, salendo prima lungo l’ex skilift fin sul colle di Pierosà, ai piedi del quale raccomando il Bar omonimo dell'amico Paolo; è un grazioso "rifugio" a 15 minuti a piedi dal centro, il posto giusto per riposare, prendere il sole, ristorarsi con ottimi dolci, lasciare i bimbi a divertirsi nel parco giochi e soprattutto gustare un superbo panorama sulle montagne ampezzane.
Dal colle, il "Picheto" di quando eravamo ragazzi, traversando in alto sopra Staulin per tracce nel bosco e passando ai piedi del famoso Sas, chiudemmo la breve escursione pomeridiana a Col Tondo. Solo che ... il roccione dei tempi di Dibona non c'era più. Mi fu detto in seguito che era stato in parte sbancato anni prima, e usato per lavori all’Hotel Savoia. Quello che ne resta oggi, è soffocato da alberi, cespugli, erbe alte e la falesia a due passi dalle case non è più distinguibile.
La piccola zona prativa e boschiva fra Verocai e Chiave è comunque interessante da esplorare, perché il “Picheto”, sul quale in tanti muovemmo i primi passi con gli sci, è tornato quasi vergine. Basi e tralicci dei due impianti sono stati smantellati, e la natura si è ripresa ciò che aveva dato in prestito agli uomini. Anche la possibilità di vedere la palestra sulla quale il “Pilato” si sgranchiva in previsione delle sue imprese.
Verso il colle di Pierosà, 3/9/2003
(foto E.M.)
Domenica scorsa, passeggiando da quelle parti, ho elaborato un'idea forse stramba: sul colle di Pierosà, che considero una cima vera e propria (ha anche la sua quota, 1413 m) non starebbe male una piccola croce di vetta (il libro firme magari è troppo). 
Il "Picheto", che si raggiunge con una salita un po' ripida, ma breve e panoramica, potrebbe essere più frequentato - da Grava e Pierosà ho calcolato circa 130 m di dislivello -, e diventare l'Hüttenberg, o cima del rifugio, del Bar sottostante; ormai quasi ogni rifugio alpino ha la sua!

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