11 mar 2014

Il cordino blu di Forcella Bassa

Data l’ovvietà dell’oronimo, di “Forcella Bassa” nelle Dolomiti ce ne sarà sicuramente più di una. 
Quella che colpisce per la sua “inutilità geografica" separa le due cime del Pezovico, q. 1933 e q. 2014, sprofonda da entrambi i lati con forre scoscese e per nulla attraenti e non consente di scavalcare alcun versante. 
Luogo di un isolamento pressoché assoluto, divide il lato delle Pales de ra Pezories che domina la Val Granda da quello che incombe sulla Valle del Boite, all’altezza di Fiames. 
Vidi la forcella per la prima volta in una calda giornata di primavera, scendendo dal Pezovico sul quale Antonio ci aveva portato per la via normale, che inizia dall'ex ponte ferroviario sul Felizon. 
In forcella, annodato ad alcuni massi, troneggiava un lungo cordone blu, che sembrava nuovo di zecca. Ripassando in fretta le poche notizie sull'alpinismo che riguarda la dorsale delle sei cime delle Pezories, mi parve di poter arguire che fosse stato lasciato poco tempo prima dalla cordata Alfredo Pozza - Maria Petillo. 
Le due cime del Pezovico, divise
da Forcella Bassa (photo: courtesy idieffe, 5.9.13)
Il 23/2/1992, i due trevisani, infatti, avevano salito per primi la parete N del Pezovico, già tentata da Severino Casara e dagli “Scoiattoli” Menardi e Ghedina, tracciando una via dedicata all'ampezzana Luciana Joy Zardini. Ricordavo di aver letto sul giornale che, essendo in quei giorni le condizioni meteorologiche abbastanza sfavorevoli, il mancato rientro in serata degli scalatori aveva subito allertato il Soccorso Alpino. 
Forse la guida Pozza e la compagna Petillo non sapevano come fare per il ritorno; così - dopo 12 ore di scalata e un bivacco tra i mughi e i salti di roccia del Pezovico - la mattina del 24 febbraio decisero di calarsi in doppia verso N, nel precipite impluvio che confluisce in Val Granda. 
Per la prima calata, proprio in forcella, dovettero lasciare un cordino nuovo. Poi, per quindici mesi, di là certamente non passarono altri: alla fine di maggio dell'anno dopo, quando lo vedemmo, il cordino sparì senza indugio nei tasconi dello zaino di uno di noi...

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