02 nov 2013

Fiames d'inverno (350° post di ramecrodes!!!)

Quando fu salita per la prima volta d’inverno la “paré", la classica Via Dimai-Heath-Verzi sulla Punta Fiames da S, scoperta nel 1901 e divenuta una delle più celebri delle Dolomiti? 
Non ho certezze, neppure dai libri di vetta, perché quello che la Sezione del Cai di Cortina conserva, inizia nel 1926, quando la parete era frequentata già da un quarto di secolo e le prime (femminile, invernale, solitaria) erano già state compiute. 
Credo, con sufficiente certezza, che la “paré” sia stata salita d’inverno già poco dopo l’apertura, poiché ai primi del ‘900 le guide esperte era solite condurre i colleghi più giovani a fare esperienza sulle cime allora in voga (Cristallo, Croda da Lago, Croda Rossa) e anche sulla Punta Fiames. Lassù, ad esempio, Angelo Dibona Pilato salì già nel 1903.
La parete della Fiames ha il vantaggio, in stagioni mediamente nevose, di poter essere salita in pratica per quasi tutto l’anno: lo prova la mia modesta esperienza, che mi ha consentito di salirvi due volte in gennaio, una in marzo e una in aprile (oltre ad un 2 novembre, giusto 27 anni fa), senza trovare neve e ghiaccio. 
In vetta alla Punta Fiames, 23/1/1983
 (autoscatto)
Forse oggi, poiché anche le classiche dolomitiche patiscono un po’ l’abbandono, nemmeno sulla Fiames si avventureranno più in tanti d’inverno, anche perché la discesa per il canalone gelato di Forcella Pomagagnon, in mancanza di tracce di avventurosi che ci abbiano preceduto, non è il massimo del piacere. 
Ormai, anche una via come la Dimai ha un approccio “un po’ lungo", non è abbastanza atletica e impegnativa, forse “sa di vecchio”: fatto sta che da chi scorrazza ancora attivamente per le crode la sento nominare sempre meno. 
A me resta la soddisfazione d’averla salita una ventina di volte, fra le quali le tre d'inverno: e serbo tutte le immagini, gli odori, i sentimenti goduti sulle cime del Pomagagnon nella stagione avversa, in cui il freddo fa da padrone, le crode sono più solitarie che mai e ci ricreiamo in un ambiente quasi primordiale. 

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