17 lug 2013

La “Croš de Šiora Ester”, rinata per merito di alcuni ampezzani

Oreste Lacedelli, uno dei cittadini di Cortina autori del recente rifacimento del sacello della Madonna sulla SP638, che da Pocol sale al Passo Giau, informa con il giusto orgoglio di avere sistemato anche un altro dei segni devozionali che qualificano il territorio ampezzano e possono essere meta di brevi escursioni tra natura e storia: la cosiddetta “Croš de Ester” (o “de Šiora Ester”, secondo Oreste ed altri). 
Il Pomagagnon, salendo da Lacedel a Pocol
(photo: courtesy of panoramio.com)

Il recupero del manufatto è stato eseguito qualche tempo fa, e la notizia è uscita solo su un paio di periodici locali, con tanto di fotografie.
Oreste, il figlio Michele e i vicini Ilario e Andrea Zardini Lacedelli, dopo aver radunato alcune note storiche ed aver recuperato dalla sig.ra Paola Majoni il "santino" cartaceo che ricorda la defunta, hanno deciso di ridare nuova vita alla croce, prima che il tempo la cancellasse.
Posta sulla strada bianca che sale a Pocol da Lacedel, a pochi minuti dalle case di questì'ultima frazione, la croce ricorda Ester Victoria Sprood, consorte inglese di Antonio Constantini calzolaio, che in quel luogo si accasciò all'improvviso (colpita da un fulmine o da un infarto, non si sa bene) l'8 agosto del 1889, a settantatré anni.
A lungo trascurata, la croce è stata ricostruita, protetta con un piccolo tetto di lamiera verniciata e vi è stata aggiunta una targa in ricordo della “Šiora” arrivata da Bristol fin sotto la Tofana e morta all'ombra dei massi di Crepa, a pochi passi da casa. 
Con l'operazione si è ridato vita ad una pubblica testimonianza della riverenza verso i segni della storia che Cortina ancora possiede: è importante constatare che dopo 124 anni la Croš de (Šiora) Ester continua a vivere in quel luogo tranquillo alla periferia di Cortina, dando lustro ad una piccola memoria paesana che altrimenti correva il rischio di scomparire.

Ritorno al Salzla

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