22 mag 2013

Chi fu il primo a salire la Croda del Béco?


Chi fu il primo salitore effettivo della Croda del Béco?
Il “Cu de ra Badessa”, colosso dolomitico che fa da confine della valle d’Ampezzo con la Pusteria (dove viene chiamato Grosser Seekofel) e con la Valle di Marebbe (dove è identificato come Gran Sass dla Porta), fu salito ufficialmente il 15 settembre 1874.
Primo in vetta fu Paul Grohmann, il pioniere austriaco al quale si devono le più importanti tappe della scoperta delle Dolomiti fra il 1863 al 1869, All’epoca trentaseienne, Grohmann era già conscio di dover chiudere la sua stagione alpinistica. Nell'occasione, lo accompagnava un oscuro valligiano, in apparenza marebbano visto il cognome: Vigil Willeit (Vileit nei documenti). 
Dopo l'"ultima" Croda del Bèco,
(photo: courtesy of idieffe, 22/7/2007)
Sembra improbabile che la Croda non fosse stata già salita in epoca  antica, dai pastori ampezzani che alpeggiavano gli ovini nei vicini pascoli di Fosses, da quelli marebbani di Sennes e Fodara o da altri, magari  cacciatori e topografi che bazzicavano quelle zone.
Nell'estate 1878 la Croda aveva già due vie di salita, entrambe d’impegno poco più che escursionistico. Finalmente, nell'agosto 1892, Viktor Wolf Von Glanvell e compagni percorrevano la parete nord, che fa da sfondo al Lago di Braies e, se fosse soltanto un po’ più verticale, potrebbe stare alla pari con pareti dolomitiche di maggior fama.
È più di un chilometro d’altezza,  non tutto roccioso, giacché ci sono anche ghiaie e mughi, e ha più di una via: si dice  comunque che ci siano ancora rocciatori appassionati che le salgono.
Certo, da qualunque lato si giunga in vetta, nonostante l'affollamento estivo il panorama che svela la Croda è uno fra i migliori delle Dolomiti.

Punta Armando, la cima degli Scoiattoli

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