11 apr 2013

Di croci e d'altri simboli sui monti

Propongo il mio modesto parere in merito alla polemica su croci e simboli vari che deturperebbero le cime, alla quale il quotidiano "Corriere delle Alpi" di oggi riserva due pagine.
Mi auguro  che gli attivisti di MW e tutti coloro che si schierano contro le croci (che sembrano l'"autentico" problema della montagna) abbiano campionato le croci e i simboli che svettano su numerose cime: magari hanno anche preso atto che di quelli esagerati e orripilanti (ma qual è il criterio per definirli tali? La misura? Il materiale? Il disegno?) non se ne trovano molti, ed essi sono spesso iniziative private di varie associazioni, anche non montane, con motivi non sempre sacri. 
Croce, panchina, libro di vetta
(Lutterkopf, Val Casies, luglio 2010)

Praticamente ogni cima, grande e piccola, del Sudtirolo e dell'Austria ha la sua bella croce, cui spesso si affiancano panchine e tavoli; ne ho salite molte, e non ho mai avuto notizia di crociate moralizzatrici a riguardo. Così butto là due pensieri, che non hanno pretese sociologiche.
Riterrei importante che chi decide di alzare una croce o altri simboli su una montagna, consultasse, almeno per rispetto, i proprietari del terreno, Demanio o Comuni o privati; non credo che questo venga sempre fatto.
Grande croce su una piccola cima
(Golzentipp, Tirolo, luglio 2012)
 
Per parte mia, mi trovano

abbastanza consenziente le iniziative, purché siano pacate, per limitare il proliferare sulle vette di croci e simboli vari, specie se ingombranti, futuribili o fuori luogo: ma anche qui "est modus in rebus"! 
Piccola croce su una grande cima
(Taé, Cortina, agosto 2004)

Più che di croci (tenendo conto che alcune, come quelle sul Cervino, sul Grossglockner o in Dolomiti sulla Cima Grande di Lavaredo, sulla Croda del Beco, sul Picco di Vallandro, appartengono ormai alla storia!), potrebbe essere interessante che il Cai o chi per lui, come fa l'AVS in Sudtirolo, gestisse la posa e la conservazione dei "libri di vetta".
Se sono riempiti  di cose serie e utili, con essi si può ripercorrere la storia delle nostre montagne, e possono servire anche ai soccorritori in caso di bisogno.

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