02 dic 2012

Croda dei Zestelis, una cima intrigante

Dopo anni di vagabondaggi montani mi sono affezionato alla catena del Pomagagnon, che fa da sfondo a Cortina verso N e offre svariate possibilità di camminare e salire cime e pareti di ogni difficoltà.
Ho salito (spesso più di una volta) la maggior parte delle 19 vette che mi pare si possano distinguere sulla catena: Pezovico e l'antistante q. 2014, Punta Fiames, Punta della Croce, Campanile Dimai, III Pala de ra Pezories, Bujela de Padeon, Croda Longes e quella del Pomagagnon, Testa e Costa del Bartoldo, Punta Erbing, Pala Perosego.
Croda dei Zestelis e Punta Erbing da S
(photo: courtesy of idieffe, nov. 2011)
Visto che il Torrione Scoiattoli, appendice delle Pezories, e il Campanile Perosego - che chiude la catena verso Sonforcia -  sono solo alpinistici, e la Punta Armando (sulla cresta O del Campanile Dimai) pure, mi mancano ancora tre cime: la I e la II Pala de ra Pezories e la Croda dei Zestelìs.
Sono tre montagne sicuramente visitate di rado, selvagge nel loro isolamento e, specie le Pezories, ideali per la tarda stagione, quando in alto è già comparsa la neve.
Ma, mentre delel Pale ho notizie da chi vi è salito, manco di informazioni aggiornate sulla Croda dei Zestelìs. Nel suo libro sul Cristallo del 1996, Visentini suggeriva di salirla da N, da Forcella Zumeles, ma un'altra fonte riporta anche un accesso da S, dal canalone tra la Croda e la Costa del Bartoldo, che si incrocia salendo per la III Cengia del Pomagagnon e porta sulla Forcella dei Zestelìs e in cresta.
Come le Pezories, anche questa resta una cosa da fare. Per ora studio la storia della zona, e già pregusto la soddisfazione di accedere a quei luoghi, dove l'uomo compare molto di rado e che, pur essendo accessibili con difficoltà contenute, pochi conoscono e si prendono la briga di visitare.

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