15 ott 2012

Croda de r'Ancona, bella cima

Obiettivi proficui, a Cortina, per chi vorrebbe conoscere la montagna  e non collezionare solo quote  e gradi? Ce ne sono, eccome se ce ne sono!
Ne suggerisco uno, che risulterà certamente soddisfacente: la Croda de r’Ancona (2367 m), che incombe isolata sulla Strada d’Alemagna con un castello roccioso sostenuto da un intrigante zoccolo di rocce, mughi e boschi.
Sul lato opposto, ossia verso i pascoli di Lerosa, la Croda si mostra ancora rocciosa, ma più mansueta: il suo "tallone d’Achille" risiede nella cresta O, che scende verso Son Pouses e Ra Stua, inarcandosi a metà con un dosso dove sorge un antico segnale trigonometrico, detto Croda dei Ciadis.
Croda dei Ciadis e Croda de r'Ancona 
da Fiames, 14/10/2011 (foto idf)
Non so quante volte ho  salito la Croda: facevo le medie, quando mi ci portò per la prima volta mio padre, grande appassionato della zona, che allora come oggi (e spero ancora per molto) è estranea alle Dolomiti impacchettate da funi, scalini e scalette e pubblicizzate ai quattro venti.
Sulla Croda si va a piedi, non ci sono scalate da fare, né ferrate: o meglio, una breve ferratina artigianale, mai ufficialmente collaudata, c'è. E’ comunque solo una lunga fune rugginosa, che aiuta a scendere dalla cima al leggendario Busc de r’Ancona, sulla cresta di Ra Ciadenes, dal quale si può poi rientrare a Lerosa per labili tracce di guerra.
Il 22/8/2002 portammo sulla Croda il primo libro di vetta, sostituito con uno più solido giusto sei anni fa, il 15/10/2006. In una delle tante salite,  nell'autunno 2004, ricordo che - per la prima volta - la nebbia ci fece quasi smarrire la traccia sui Ciadis, una zona traforata da residuati bellici, quel giorno avvolta e livellata da nebbie inquietanti. 
Magari oggi questo non succederebbe, dopo che un ignoto "artista" ha decorato la via normale, in salita e in discesa, con una lunga teoria di bollini rossi, dei quali, in verità,  non si sentiva proprio gran bisogno.
Nei limiti del possibile, non mancheremo di tornare ancora su quella cima, soprattutto per mostrare a chi non la conosce un bell'angolo dolomitico, umile e meno reclamizzato ma non per questo trascurabile.

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