3 set 2012

Croda d'Antruiles

Croda d'Antruiles, dalla "cianà" di Castel
(foto I.D.F., 2/9/2012)
Salendo lungo la strada che da St. Hubertus s'inoltra in Val de Rudo fino a Ra Stua, in  destra orografica della valle, alto sull'antico pascolo della Monte d'Antruiles, emerge dallo sperone che il Col Bechei protende verso E un torrione rossastro di circa 200 m d’altezza, che ricorda la prora di un veliero.
Il torrione appartiene al gruppo della Croda Rossa d’Ampezzo, è quotato 2405 m, funge da spartiacque fra le Ruoibes de Inze e quelle de Fora e si chiama Croda de Antruiles.  Il nome si ritrova per la prima volta nel 1901, nella rivista Oesterreichische Alpenzeitung. Si collega al sottostante pascolo, utilizzato ab antiquo dagli ampezzani per gli ovini,  e risale probabilmente alla prima salita, compiuta l’11/9/1900 dopo un bivacco in tenda presso la Casera d’Antruiles, dai carinziani Viktor W. von Glanvell e Karl G. von Saar. I pionieri scelsero per la conquista l'accidentata cresta O della cima, simile alla schiena di un drago, che inizia dalla Forcella d’Antruiles e porta in vetta con un dislivello di una settantina di m e una lunghezza di almeno trecento. 
Dopo il 1900 pare che la cima non abbia più ricevuto visite fino al 1991, quando Marino Dall’Oglio e la guida alpina Fabio Lenti, dopo aver tentato senza successo la via dei primi salitori (ripercorsa con buona certezza per la prima volta dalla guida alpina Andrea Piccoliori e Corrado Menardi di Cortina il 18/10/2011, 111 anni dopo!) tracciarono una difficile via sul lato delle Ruoibes de Fora. 
Dopo di allora, la Croda è stata salita poche altre volte, incontrando sempre difficoltà e rischi per la friabilità e la possibilità di caduta sassi. Nel 1990 aveva pericolosamente attratto Alessandro e me: se ci fosse andata bene, saremmo stati anche noi dei pionieri, ma rimase solo una pia intenzione e, su un mensile locale, ne scrissi come di un “mons horribilis”.
Ieri, durante la passeggiata pomeridiana strappata alla prima grigia domenica di settembre, siamo andati ad ammirare e fotografare la Croda da una prospettiva diversa: dalla "cianà" (mangiatoia) di Castel, fra St. Hubertus e Pian de Loa, da dove spunta come una lama nel fitto dei boschi.
Negli ultimi anni ho  ripreso la Croda d'Antruiles così tante volte e da diverse angolazioni, che mi sembra ormai una cima familiare, anche se non l'ho mai salita! 

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