27 mar 2012

Popena Basso d'autunno

Nell'autunno 2008 tornammo in un luogo dove, nonostante tutto, non penso che bazzichino in molti.
E' il Monte Popena o Popena Basso, palestra di roccia di Misurina scoperta da Severino Casara e oggi  ricca d’itinerari d'arrampicata d’ogni grado, alcuni sempre molto apprezzati.
La "via normale" è una bella camminata, lungo una mulattiera militare abbastanza ben conservata; 479 m di dislivello che richiedono un’oretta abbondante, in un ambiente suggestivo.
Dal Grand Hotel Misurina si sale a tornanti fra alberi e mughi sino ad un ghiaione. In quel punto il sentiero si fa un po' erto e franoso, sfiora la parete (bella a sinistra l'aguzza Guglia Giuliana, salita da Comici) e per un canale erboso esce sul costone che degrada dalla sommità.
In cima
21/09/2008
Qualche strategico ometto aiuta a orientarsi fra i mughi e a giungere sulla cima, che sovrasta il lago e la Val Popena Alta, in vista di numerose montagne. Sopra tutte s'impone possente il Cristallino di Misurina.
La cima del Popena Basso non viene raggiunta da tutti, poiché le vie di roccia (le  due più note sono la "Mazzorana" e la "Mazzorana-Adler", bei ricordi di gioventù) finiscono sull’orlo della parete, e a chi è salito interessa "far su" le corde e tornare a casa, piuttosto che perdere tempo a pestare la cima.
Per chi sale lassù c’è solo un grosso ometto e una sommità ben esposta al sole che si allarga in un gran tappeto verde, sospeso fra cielo e crode. 
Lungo la dorsale del Popena salivano sicuramente i cacciatori e i pastori valligiani, in epoche remote: sorprende che il versante roccioso che guarda Misurina sia stato affrontato solo nel 1926 dal vulcanico Casara, che superò il camino all’estrema sinistra.
Dal 1930 in poi, sulla vasta parete si sono sbizzarriti Piero Mazzorana, Renato Zanutti e i lecchesi, Albino Alverà e Romano Apollonio, Lino Lacedelli e Guido Lorenzi, Alziro Molin e  alcuni altri. Negli anni '90, infine, i climbers hanno praticamente azzerato lo spazio per altre iniziative
Quando calcammo il Popena Basso in quella domenica di fine settembre, complice la giornata grigia e incline alla bufera più che al tiepido sole tardo-estivo, lassù non c’era anima viva; così per mezz’oretta la cima fu tutta per noi.

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