25 mar 2012

Finalmente terreno asciutto!

Il Rifugio Eremo dei Romiti sul Monte Froppa (Gruppo del Cridola) in Centro Cadore, è una struttura recente, essendo stato aperto il 3/10/2009.
Oggi vi siamo saliti per la terza volta, compiendo la prima gita di quest'anno su terreno asciutto a pochi giorni dall'avvio - che speriamo propizio - della primavera.
Nonostante a Cortina la data richiami ancora le discese sugli sci, ai piedi del Cridola, vista la quota, il terreno è già privo di neve e ghiaccio e l'escursione si è svolta con una temperatura più che gradevole.
Il Rifugio Romiti è stato ricavato dalla sistemazione di un piccolo eremo eretto nel 1720 sulla boscosa sommità del Monte Froppa, che per un certo periodo ospitò una comunità di 8 eremiti dediti all’agricoltura e all’apicoltura.
Il capitello dedicato a S. Giovanni Battista
poco sotto la sommità del Monte Froppa
L'ideale per salire al Rifugio è la "Via Crucis" che si innalza a ripidi tornanti nel fitto bosco; per scendere non consiglio la strada forestale aperta da poco, assai ripida e dura per le ginocchia, ma piuttosto l'antico, comunque ripido ma più breve "Troi de Maricona", che conduce a Casera Malauce, dove alpeggia un gregge di capre.
La singolarità del Monte Froppa, che domina il lago del Centro Cadore e fino a qualche tempo fa era frequentato solo dai locali per venerare S. Giovanni Battista; la cordialità dei gestori; la soddisfazione per la "conquista" di un monte che tocca solo i 1167 m di quota ma è al centro di un angolo dolomitico decisamente romito,  ci hanno indotto a tornarci senza neve, avendo tabbandonato l'idea di salire  in pieno inverno, quando la Via Crucis è accessibile soltanto con ciaspe o ramponcini.
Come accade spesso con le novità, da tre stagioni le visite all'Eremo di escursionisti provenienti da Cortina, come afferma il gestore, sono piuttosto frequenti. 
Da Cortina, segnalo anch'io con piacere questo rifugio cadorino, che non costituisce la base per grandi scalate o per alte vie, ma è un ottimo punto d’incontro per amanti della montagna, della storia, della tavola e, perché no, un esempio da imitare se e dove fosse possibile.

Ritorno al Salzla

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