08 mar 2012

Ruderi che mettono un po' di tristezza

Nel 1937-38, sull'ampia sella tra il Corno d’Angolo e le Pale di Misurina, dove le Torri di Popena dividono la testata della Val Popena Alta in due conche e a pochi passi dal confine fra Auronzo e Cortina, alcuni privati eressero un rifugio.
L'idea mirava a costituire una base per salite nei dintorni (sul Piz Popena, che si eleva proprio di fronte al valico, sul Corno d’Angolo, Cristallino di Misurina, Croda di Pousa Marza, guglie di Val Popena Alta, Pale di Misurina, Punta Michele), e anche per una frequentazione invernale della valle, buona meta scialpinistica.
Il rifugio non ebbe lunga vita. Gestito per alcune stagioni da tale Lino Conti, fu raso al suolo da un incendio, durante la guerra secondo alcune fonti, nel 1947-48 secondo altre, e non venne più ricostruito.
La questione dei ruderi rimasti lassù sulla sella si sente talvolta riesumare, ed ogni stagione potrebbe essere buona per avviare almeno una minima sistemazione di quei muri semicrollati, che mettono un po’ di tristezza considerato il luogo panoramico e frequentato nel quale sorgono.
Dai ruderi del Rif. Popena verso il Piz Popena,
l'Ago Loeschner e la Punta Michele, 19/10/2008
La Sella di Popena funge da nodo per gite e salite di grande interesse, e forse una struttura potrebbe avere qualche utilità, pur distando poco più di un'ora dal fondovalle e trovandosi in un contesto ambientale ben conservato e che non ha bisogno di ulteriori manomissioni.
Nulla di certo: il sottoscritto, passato abbastanza spesso da quei paraggi, dovendo scegliere, preferirebbe senz'altro trovare sul valico – al posto di un altro alberghetto – eventualmente un ricovero, giusto un tetto per ripararsi dalla pioggia e dai fulmini.
Potrebbe essere un “affare” per l'alpinismo e per la natura, non per l'economia della zona. Così però la Val Popena non rischierebbe di essere anch'essa inglobata nella banalizzazione estiva e invernale propria di tanti altri bei luoghi, magari condita con motoslitte, “quad” e quant’altro, e ancora per un po’ resterebbe fuori dai successi e dagli eccessi di un turismo di massa.
Attendiamo sviluppi: se non ne verranno, ci riterremo ugualmente soddisfatti.

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