29 feb 2012

Marino Lusy, mecenate e alpinista

Capita ancora, dopo un secolo dalla salita, di trovare citata la "Torre Lusy" delle Cinque Torri, pilastro aguzzo alto un centinaio di metri e quasi appoggiato alla Torre del Barancio (con la quale e con la Torre Romana forma la Torre Seconda), come "Torre Lucy".
A sinistra la Torre Lusy
Lucy (Lucia, in inglese) non c'entra nulla. La grafia esatta dell'oronimo è "Lusy". Esso è legato al primo salitore, che giunse in cima il 1° agosto 1913 con la guida ampezzana Bortolo Barbaria Zuchìn (1873-1953), il quale propose d'intitolare la guglia al suo cliente. 
Riguardo a Barbaria, dalla Rivista del Cai del 1914 appare inesatto che Lusy avesse salito la torre con un'altra guida ampezzana, Zaccaria Pompanin "Zàcar de Radeschi" (1861-1955), come riportato da tante fonti  a partire dalla guida "Dolomiti Orientali" di Antonio Berti. Forse questa inesattezza ora potrà essere corretta, dopo oltre 80 anni?
Ma chi era Lusy? Per saperlo, andiamo a Zurigo. La città elvetica ospita una delle collezioni di xilografie giapponesi "Surimono" (che significa semplicemente "cose stampate") più vaste e importanti d'Europa, composta di 300 pezzi.
Zurigo deve questa raffinata raccolta a Marino Lusy, collezionista e mecenate che la donò al Museum fuer Gestaltung. Dal 2005 la collezione è stata trasferita in prestito permanente al Rietberg Museum, sempre a Zurigo.
Marino Lusy era nato il 28/12/1880 a Trieste,  ma i suoi genitori erano originari dell'isola greca di Cefalonia. Studiò architettura ma non ne fece una professione, seguendo invece le sue inclinazioni artistiche e l'interesse particolare per le incisioni. Anche se alcune sue opere grafiche esposte a Parigi, Chicago e Bonn lo definivano un artista, esse non gli diedero fama.
Visse a Trieste, Parigi, Montreux e viaggiò molto nel Medio e nell'Estremo Oriente (soprattutto in Giappone, che visitò più volte) e in Africa.
Buon alpinista, in Dolomiti ha lasciato il nome alla torre omonima e ad una via sulla Cima d'Ambrizzola, aperta sempre con Bortolo Barbaria l'11/9/1913.
Visse in maniera riservata, e di lui si sa poco. Come testimoniano i suoi ex libris, si occupò anche di psicologia e di occultismo. Nel 1921, dopo aver frequentato per acquisti di antiquariato il Canton Vallese, chiese la cittadinanza elvetica. Morì l'1/2/1954 a Châtelard, presso Montreux.
Dal 1960 lo ricorda una  targa sul palazzo di Via Pellico 1 a Trieste, da lui donato alla città perché fosse destinato a fini caritatevoli.
Ecco dunque svelata la questione Lucy-Lusy!

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