27 feb 2012

Torre Inglese, oronimo "moderno"


La quinta delle Cinque Torri d'Averau (che, credo si sappia, non sono solo cinque, ma erano 11 e dopo il crollo della Trephor nel 2004 sono rimaste in 10) da oltre un secolo si chiama “Torre Inglese”.
Come per tanti oronimi alpini che hanno spesso una storia abbastanza recente, anche questo ha un suo perché "moderno".
La caratteristica torre, alta 53 metri e riconoscibile anche da Cortina (ad esempio, da Peziè-Manaigo) per la sua forma a corno, venne salita per la prima volta nell'estate 1901.
La cordata che giunse sull'esile sommità era composta da due guide locali, Angelo Maioni Bociastorta (35 anni) e Sigismondo Menardi de Jacobe (32), che accompagnavano un cliente inglese, tale Wyatt.
Torre Inglese, giugno 2009
In omaggio al britannico, da quel giorno la torre, terza ad essere salita nel gruppo, si chiamò Inglese.
Obiettivo di una salita breve e adatta ai principianti (due tiri di III), sulla solida dolomia dell'Inglese hanno lasciato il nome personaggi importanti dell'alpinismo: Severino Casara nel 1924 aprì per caso una breve variante alla via originaria; una dozzina di anni dopo Gino Soldà superò da solo il breve spigolo N; nel 1960 Bepi Pellegrinon e Vittorio Fenti, forse però preceduti da altri, salirono il fotogenico spigolo S.
La Torre è stata anche lo sfondo di riprese cinematografiche: nel 1927, infatti, sulla normale furono girate alcune scene invernali di "Maciste nelle Dolomiti", con Bartolomeo Pagano.
La Torre Inglese è stata la mia prima cima salita in arrampicata, con lo Scoiattolo Luciano Da Pozzo nell'estate 1975. La risalii da capocordata con un altro Luciano nell'aprile 1976 e qualche tempo dopo, infine, fu una delle mie rare salite solitarie.

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