29 gen 2012

A se vedei, Gilberto!

Domani, con un paio di persone del Cai Cortina, andremo ad Arabba a salutare per l'ultima volta un amico. Un personaggio singolare, venuto dal Sud ma divenuto montanaro delle Dolomiti ladine: Gilberto Salvatore.
Gilberto Salvatore (1937-2012)
Quest'uomo, in apparenza senza età, tarchiato e robusto come un torello, sempre col sorriso, è morto l'altro giorno ad Agordo, a quasi 75 anni. Storico Presidente della Lia da Mont da Fodom (Cai Livinallongo), si dedicò alla montagna a tutto tondo: sono sue alcune belle pubblicazioni sulla terra fodoma, destinate ad escursionisti, arrampicatori e amanti della montagna e molto apprezzate.
Molisano trapiantato ai piedi del Sella, Salvatore fu un alpinista puro, visceralmente legato a Livinallongo e alle sue montagne, fra le quali aprì anche alcune vie.
Meritorio promotore del turismo in valle, ideò e realizzò la Ferrata delle Trincee sulla Mesola e la più impegnativa Ferrata Cesare Piazzetta sul versante bellunese del Piz Boè.
Oltre a dedicarsi anima e corpo, fino all'ultimo, alla manutenzione dei sentieri della valle e all'attività della sua sezione del Cai, ideò il Bivacco Ernesto Bontadini sul Padon e il "Teriòl Ladin" sul Col di Lana.
E proprio lì ci accompagnò, magnificando la sua idea come parlasse di un figlio, in una gita della nostra Sezione nell'estate 2001.
Poco tempo fa mi aveva chiamato al telefono, informandomi dei suoi problemi  di salute e chiedendo, col suo solito entusiasmo, un aiuto per creare un anello escursionistico ai piedi del Sasso di Stria; anche questa sua idea si sta concretizzando, suggellando un legame fra le confinanti comunità d'Ampezzo e Fodom nel ricordo della 1^ Guerra Mondiale.
Sono certo che Gilberto, dall'alto della sua ultima vetta, ne sarà contento.

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