28 gen 2012

Il mistero dei Tonde de Cianderou resterà tale?


Tonde de Cianderou, da Cianderou
27/11/2011
Nel 2008, innescai su un periodico locale un piccolo "caso" prospettatomi da Ennio Fattor, davanti al quale mi ero trovato un po' spiazzato.
Visitando la q. 2273 dei Tonde de Cianderou, ai piedi della Tofana di Dentro, come altri prima e dopo di me, avevo notato un particolare che mi riusciva nuovo: un'ampia grotta, che al mio passaggio (ma anche più di recente, come mi ha testimoniato Alfredo, incontrato in Cianderou il 27/11/2011) era riempita da una pozza d’acqua abbastanza profonda, calma e trasparente: un laghetto in apparenza senza immissari né emissari. 
Sulla volta della cavità c'è una statuetta della Madonna a protezione dei viandanti, collocata dallo scomparso Renato Schiavon.
Commentando il pezzo del 2008, una lettrice obiettò che la pozza, visitata con un'amica, le aveva fatto una brutta impressione, avendovi trovato poca acqua stagnante e roccia poco più che umida; un altro lettore ipotizzò che il laghetto derivasse dall'accumulo della neve sulla soglia della grotta (neve che ovviamente, durante la guerra, era spalata con regolarità per mantenere asciutta la postazione); un terzo lettore, avvalorato da una testimonianza parallela, sosteneva di avere visto nella pozza una trota; una quinta persona, infine, mi ha confermato che nell'autunno scorso la pozza era bella profonda.
Se la grotta fosse stata usata come postazione, deposito di munizioni o ricovero, se non impermeabile avrebbe dovuto essere asciutta a sufficienza per alloggiarvi uomini e cose; così, valutati i vari pareri, ho pensato questo.
Poiché in guerra stazionarono a lungo nella zona militari italiani che, mancando sorgenti, avevano comunque bisogno di acqua per bere, cucinare, lavarsi, il lago fosse un semplice pozzo di raccolta.
D’inverno gelava, ma i militari che dovevano soggiornare sui Tonde a presidio delle postazioni, lo avranno mantenuto sicuramente sempre accessibile.
Resta il fatto, e lo hanno testimoniato Alfredo, Maurizio e Sabrina Ghedina, incontrati lassù in una domenica di fine autunno incredibilmente assolata e asciutta, che la pozza è sempre là, magari - a causa delle precipitazioni mutevoli - spesso un po' intorbidata dalle alghe.
Essa non sfugge comunque all'occhio dell'escursionista attento, e aspetta che qualcuno ne dia una spiegazione univoca.

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