21 gen 2012

Nemmeno i ghiaioni sono più quelli di una volta!

Tempo addietro, girovagando per le nostre montagne capitava spesso di percorrere in discesa canali detritici e ghiaiosi, e di solito ci si divertiva molto.
Da Forcella Pomagagnon, Forcella Ra Ola o dal Monte Valon Bianco (solo per citarne tre), vuoi per l’inclinazione, vuoi per le ghiaie spesso quasi polverose, sempre comunque con le dovute attenzioni, ci si abbassava veloci e comodi.
Da giovani) coprivamo mezzo chilometro e più di dislivello in un quarto d’ora, e alcune gite offrivano in discesa un buon elemento d’interesse. Altri canali, pur meno gustosi, erano comunque degni di una visita: ricordo al riguardo il Graon del Pesc sul Pomagagnon, ottimo diversivo al ritorno dalla Terza Cengia del Pomagagnon.
Il dissesto idrogeologico ha purtroppo alterato molti di questi canali in maniera più o meno significativa, e oggi - salvo il fatto che siamo cambiati anche noi e le nostre ginocchia - quelli percorribili con piacere sono diminuiti.
Uno che è lo ancora, perché poco battuto, è quello che scende dalla sella di cresta alla testata del Cadin di Croda Rossa, e s’innesta nel vallone che da Forcella Colfiedo porta a Cimabanche.

Questo canalone non si scendeva
e credo non si scenderà mai! Ma dov'è?
Quella volta il canale, noto anche agli scialpinisti, a me e amici offrì una discesa lunga e divertente, in un angolo nuovo, quasi lunare.
Passai così, per la prima e unica volta, sotto il Torrione Lorenzi, un singolare spuntone rossastro a prua di nave che caratterizza il versante S della Croda Rossa, e in basso feci i conti con l’intricata parte finale del Graon de Colfiedo, forse uno degli ultimi luoghi a Cortina senza un sentiero definito e segnalato.
Di recente ho disceso per l'ennesima volta il canale di Forcella Pomagagnon: con un po’ di destrezza, ma senza grande piacere, qualche scivolata e un paio di capitomboli sono riuscito ancora a farli.
Mi dicono che il mitico Valon de ra Ola in Tofana sia ormai quasi sconsigliabile d'estate, essendo tanto ruscellato dalle acque da aver persino cambiato tinta.
L'ultima volta che scendemmo il grande canale che dal Monte Valon Bianco giunge in Travenanzes, trovammo in alto ghiaie così dure che un amico si fece legare a corda per sentirsi più tranquillo.
Sarà un luogo comune, ma oggi "nemmeno i ghiaioni sono più quelli di una volta"!

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