24 dic 2011

"Fredi", sportivo e alpinista

Alfredo Dibona "Pilato", più noto come "Fredi", è morto ieri nella sua dimora di Ospitale, in quello che anticamente fu il ricovero dei pellegrini che dalla Germania scendevano a Roma passando per Ampezzo. 75 anni, "Fredi" era nipote di Angelo Dibona, icona delle guide ampezzane; figlio di Fausto, guida e custode nel 1946-47 del Rif. Biella alla Croda del Béco, e fratello di Ivano, guida anche lui, caduto con un cliente nel 1968 dallo spigolo E della Grande di Lavaredo, scalato dal nonno sessant'anni prima. 
La parete E della Croda Rossa Negli anni '60 Fredi
 vi ripeté col fratello Ivano la "Direttissima", aperta dallo zio
Ignazio Dibona e Piero Apollonio nel 1934
"Fredi" fu una delle glorie sportive d'Ampezzo. Ottimo fondista, entrò nel 1957 nella Nazionale. Corse alle Olimpiadi di Squaw Valley del 1960, giungendo 18° nella gara più emozionante, la 50 km. Partecipò poi a molte altre competizioni; ritiratosi dall'agonismo, gestì coi familiari prima il Rifugio Vandelli al Lago del Sorapis e poi per diversi anni il ristorante di Ospitale. Maestro di sci, fondò la Scuola sci fondo a Cortina e contribuì al lancio della Dobbiaco-Cortina, una gara ancor oggi importante per l'offerta sportiva locale, classificandosi 5° nella prima edizione (1977).
In ambito alpinistico, "Fredi" ha il merito di aver voluto ricordare il fratello Ivano, scomparso a 25 anni, riattando con una squadra di amici il lungo percorso di arroccamento dei soldati italiani sulle creste del Cristallo, da Forcella Staunies al Col dei Stonbe, inaugurato come "Sentiero attrezzato Ivano Dibona" il 6/9/1970 ed ancora oggi amato e percorso da migliaia di escursionisti di ogni nazione.

Argìa e il rifugio Monte Piana

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