22 dic 2011

Rinaldo Zardini Foloin, scienziato e alpinista ampezzano

Ricorrono oggi 109 anni dalla nascita di Rinaldo Zardini "Foloin", modesto e straordinario paesano scomparso nel febbraio 1988 che, da collezionista di fossili e piante quasi autodidatta, divenne un autentico uomo di scienza.
Cortina lo ricorda al meglio, avendogli dedicato la Scuola Media Statale e il Museo Paleontologico delle Regole. Al sottoscritto, che conosce un po' di più la storia dell’alpinismo che quella naturale, non sfugge - e interessa far presente - che, tra i diversi interessi che animarono l'operosa esistenza di Rinaldo, rientrò anche l’arrampicata.
Cima Cason de Formin, versante ovest
19/7/2008
Non fu certamente un campione del VI grado, ma soprattutto tra gli anni '20 e '30 del secolo XX, svolse una buona attività alpinistica, spesso in cordata con l'ardita sorella Olga. Le crode di Cortina ne serbano grata memoria, testimoniando la sua passione con due vie: la “Olga”, sul diedro NW della Cima Ovest della Torre Grande d’Averau, salita il 15/7/1929 con la sorella e la giovane guida Enrico Lacedelli, e la parete W della Cima Caşon de Formin, scalata il 17/7/1930 sempre con Olga e le guide Angelo Dibona e Luigi Apollonio.
Quest’ultima via, che Berti valutava di difficoltà classiche, da uno Scoiattolo che la salì anni fa è stata stimata assai più impegnativa ma, a differenza delle "Olga", penso conti poche ripetizioni.
Oltre che nelle piante e nei fossili che raccolse, catalogò e studiò per tutta la vita, la figura di Rinaldo Zardini rimane perciò effigiata anche sulle montagne d’Ampezzo, che credo egli abbia esplorato tutte, salendole per anni e facendone conoscere i segreti al mondo intero.
Ricordo la sua signorile figura, soprattutto in occasione di un'escursione coi mei compagni delle scuole medie a Pratopiazza nel '70 o '71, durante la quale stimolava ognuno di noi a osservare e raccogliere i piccoli fossili marini che popolano l'Alpe di Specie.
Ad oltre vent'anni dalla sua scomparsa, mi piace rievocare la figura di questo studioso, che conobbi ed apprezzai personalmente già anziano, anche attraverso le vie nuove in cui si cimentò in giovane età, nelle quali la storia alpinistica ha eternato per sempre il suo nome.

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