02 dic 2011

Sarà per aver quindici anni in meno ...

Qualche giorno fa Flora, appassionata escursionista, mi ha inviato un "cadeau", che mi ha dato una certa emozione, facendomi riandare coi pensieri ad alcuni lustri addietro. Si tratta dell’immagine delle prime due pagine del libro di vetta posto sulla Costa del Bartoldo, che lei ha salito per la prima volta il 3 settembre scorso.
La cosa, peraltro, non avrebbe valore per la macrostoria, se non fosse che quel quaderno lo sento anche un po' mio; mi pregio, infatti, di averlo portato in vetta dopo decenni di assenza, collocandolo sotto la croce (eretta nel 1950 e rovesciata dal vento nel 2000, subito ricostruita e benedetta il 9 luglio di quell’anno dal nostro Parroco-Decano con una bella festa) e di averlo inaugurato, con due amici il 28 settembre 1996.
Rivedere quelle pagine, come dicevo, mi ha fatto molto piacere. L'iniziativa, che mi accollai anzitutto per pura soddisfazione personale, è uno dei tanti ricordi montani che conservo cari, per varie ragioni.
Sulla Costa del Bartoldo (la cima più nota del segmento centrale del Pomagagnon) e quindi alla "Crosc del Pomagagnon", nell’arco di un quindicennio sono salito quasi ogni stagione, sia con amici che da solo.
Libro di vetta della Costa del Bartoldo,
3/09/2011 (foto F.M.)
Dall'immagine a fianco arguisco che il "mio" quaderno è ancora lì, in discreto stato e, mi dicono, nella scatola originaria; al contrario di quanto accade spesso, non è troppo lordato dai soliti zuzzurelloni. Forse ciò che scrissi nella prima pagina, "Questo libretto è affidato all'attenzione (non so però se ho decifrato la parola esatta) di chi giungerà fin quassù", qualcuno lo legge ancora.
Salire sulla Costa non è banale e richiede una certa fatica; sicuramente qualcuno giungerà in cima stanco quanto basta per non sprecare le energie residue scrivendo sciocchezze o volgarità su un documento come quello, che io ritengo importante per la storia della montagna.
Dal 2005, dopo un imprevisto poco sotto la vetta che mi lasciò un discreto segno nel morale, non ho più rivisto la croce ma, tutto sommato, non dispero di poterci tornare ancora.
In "Eskimo", Guccini cantava: "... Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quello di quei tempi là; sarà per aver quindici anni in meno ..."
La mia firma e il ricordo di quella giornata sono appunto quelli di quindici anni fa ...

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