20 ott 2011

Sulle malinconiche Ciadenes

Le bizzarrie meteorologiche di questi anni possono tavolta consentire di stare in camicia a quasi duemila metri, un mese prima di Natale.
Riposo sulla casamatta
Ci capitò un 26 novembre, giungendo  per l’ennesima volta sulle "nostre" Ciadenes,  fitto e ripido dosso boscoso che domina l'antica chiesa di Ospitale e per molti anni, in apertura o chiusura di stagione, ci dava l’occasione per una gita di media lunghezza e impegno alpinistico, apprezzabile per ambiente, panorama, tranquillità.
Quel 26 novembre, dopo il meritato riposo al sole che inondava il dosso e la consueta visita alla casamatta eretta lassù in tempo di guerra, scegliemmo di scendere per la traccia militare che cala a N. Pestammo così la prima neve su terreno ancora morbido e incrociammo un camoscio, che balzando dall’alto smosse una certa quantità di pietre, fonte di un minimo d'inquietudine.
In discesa verso la Val di Gotres
Giunti in Val di Gotres, seguendo le orme sul velo  di neve che imbiancava la strada, calammo veloci a Rufiedo a rivedere il sole, e fu giocoforza tornare faticosamente a Ospitale a piedi.
Fu un 26 novembre non improbabile da vivere, soprattutto sulla fascia soleggiata fra Podestagno e Ospitale, ma sicuramente bizzarro. 
A 2000 metri, a mezzogiorno, stemmo tranquilli in camicia per una buona mezz’ora, mentre intorno a noi la neve imbiancava già cime, forcelle e valli da una certa quota in su, e la SS 51 era in piena ombra.
La pace delle Ciadenes,  solitamente assoluta,  fu rotta solo per qualche istante da un elicottero, che volava basso verso S. Per un po’ vigilò sui nostri passi anche il solenne, alto volteggiare di un’aquila: una presenza piuttosto rara, sempre attraente per chi passeggia guardandosi intorno.

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