20 giu 2011

A spasso sui monti ... con una capretta

Or sono trent'anni, con quattro della nostra compagnia effettuai nel gruppo della Croda Rossa d’Ampezzo - Sottogruppo di Bechei un'affascinante traversata, durante la quale condividemmo la compagnia di una … capretta.
Era, per la cronaca, il 20 giugno 1981: lo deduco dall’unica fotografia rimastami, nella quale, magro e capelli lunghi, appaio in Forcella Valun Gran sotto un’incipiente nevicata, accanto alla bestiola di cui sopra.
La traversata consistette nella salita da Malga Ra Stua a Fodara Vedla (al tempo funzionava ancora l'antico e indimenticato rifugio di legno annerito dal tempo, con i locali bassi e semibui impregnati di profumo di omelettes e di patate all'ampezzana), e nel proseguimento lungo il Valun Gran ai piedi della Croda Camìn fino alla Forcella Valun Gran, dove stabilimmo la “Cima Coppi” della giornata.
Consumata la merenda sui due metri quadri d’erba del valico, ci buttammo nello scollinamento verso la sottostante, arcana Forcella Camin, al quale seguirono la lunga e poco domestica discesa ad Antruiles attraverso le Ruoibes de Inze e la risalita sull'asfalto a Ra Stua per recuperare il mezzo.
Fu un gran bel giro circolare, in un territorio che trent'anni fa, dieci anni dopo quando lo rifeci e spero anche oggi, rimane integro e avventuroso.
Come anticipato, la nota originale fu una capretta bianca e marrone che, eludendo la vigilanza del pastore, ci seguì zampettando dalle malghe di Fodara fino a Ra Stua, quindi per quasi tutto l’anello.
Nel rimontare il pestifero Valun Gran, faticoso e senza tracce solide, trovammo il ghiaione ancora ricoperto da estese chiazze di neve.
Il caprino se la cavò onorevolmente, ma discendendo il breve conoide pietroso che piomba verso Forcella Camìn, i sassi aguzzi gli procurarono varie abrasioni alle zampe.
Fu davvero una pena vedere la nostra improvvisata compagna d’escursione trotterellare lasciando piccole tracce sanguinolente ad ogni “piè sospinto”!
Non era peraltro la prima escursione mista uomo-animale che compivo: frequentavo forse la seconda media quando ne feci diverse – anche non banali - con il cane “Nigritella” al seguito, e nel '75 c'inerpicammo lungo la ferrata del Col Rosà portando nello zaino un gattino, adottato al campeggio di Fiames!
In ogni caso, la capretta ci gratificò della sua presenza per tutta la giornata, si lasciò ritrarre pazientemente in varie pose e, una volta giunta a Malga Ra Stua, si eclissò tornando alle sue occupazioni.
Spero che l’istinto l’abbia aiutata a tornare a casa sua, sui pascoli di Fodara: a me, a distanza di sei lustri, resta solo qualche flash di una bella gita, nella quale non riuscimmo ad intavolare chissà quale dialogo con la nostra occasionale partner, ma capimmo che cosa vuol dire “arrampicarsi come le capre” sui declivi sassosi del Valun Gran, dove sicuramente noi cinque facemmo molta più fatica dell’animale.

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