15 giu 2011

Pallidi nomi di persone e luoghi d'Ampezzo

Non penso che la domanda se la pongano in molti, ma una risposta credo d'averla.
Quanti antroponimi, ossia quanti nomi di luogo d'Ampezzo, ricordano o in qualche modo si collegano a donne ed uomini, locali o forestieri, che hanno caratterizzato la storia della valle?
Da un mio sommario approfondimento, risulta che i toponimi sono almeno una cinquantina, e identificano strutture esistenti o scomparse, bizzarrie naturali, luoghi di fienagione e pascolo impalliditi nel ricordo, infrastrutture turistiche.
Molti luoghi li conosco solo per iscritto e non per averli ritrovati sul terreno, ma potrebbe anche essere uno stimolo per future ricerche nei boschi e sulle montagne.
I toponimi in questione ricordano il buon Meto, un tal Santo, certi Mardocheo, Curto e Andol, l’albergatore Frasto, una signora Bartoia, il Capon, le sorelle Mescores, abili cuoche.
Eppoi due ostesse, le Pioaneles e le Sceches, un antico Conte, il Moisar che sfuggiva agli uomini; Bartoldo è ricordato due volte, c’è la povera Ester e gli sfortunati Grisc e Macaron.
Ed ancora, prima che insorga il mal di testa, troviamo memoria di Catina de Agnesc, del Jaibar e di un cavaliere Pilato, di Mia del Gheto, di Dea, un Mouta e un ‘Sacheo, Lia e un Danel (nostro antenato), ed infine ci sono le Baraches e il Mocio.
Resta il ricordo di due anonimi deceduti, di un ‘Sandeaco, dell’intraprendente Menighel e del solitario Zorzi, c'è un tale Stefin e anche il Rana, il Miceli, il Ris-cia e i tre Tones, un Pelele e un Jandarmo, tanti Chenope medioevali, un Maioni del Vecia e un Touta.
Tutti questi nomi, più o meno leggendari, sono ormai scomparsi nei meandri della storia e per la maggior parte di essi sarà improbabile identificare con certezza le persone in carne ed ossa.
Siamo però certi che una cinquantina di valligiani, certamente persone semplici e senza velleità di protagonismo, per un motivo o per l’altro, hanno lasciato una traccia concreta nella toponomastica di Cortina, e la cosa ci fa riflettere, con un certo rispetto e venerazione.

Sullo Spalto di Col Bechéi, una cima senza cima

Il nome "Spalto" (più diffuso al plurale, "Spalti") di Col Bechéi, che identifica una zona famosa per le vie di scalata...