02 mag 2011

Pagine di storia ampezzana: Luigi Piccolruaz, guida alpina (1862-1924)

Tra le numerose guide e portatori che fra l'800 e il '900 animavano la vita di Cortina, uno solo “veniva da fuori” ed era quindi escluso dall'anagrafe dei Regolieri, pur essendosi accasato in paese e perfettamente amalgamato nella piccola comunità, tanto da meritare il soprannome di "Nichelo", proprio del casato Zambelli. Era Luigi Piccolruaz, nato nell'alta Val Badia nel 1862.
Di professione guardacaccia, Luigi operò alle dipendenze delle nobili Emily Howard Bury e Anna Power Potts, che verso la fine del secolo si erano fatte costruire sulla colinetta che domina il "Tornichè" di Podestagno, la palazzina detta “Villa Sant’Hubertus”.
Giovandosi della sua pratica della montagna, Luigi "Nichelo" svolse anche l'attività di guida alpina dal 1884 fino al 1909, quando cessò dal ruolo. Nelle fonti ho trovato il suo nome solo per la seconda salita della Torre Grande d'Averau, portata a termine con alcuni compaesani nell'estate del 1883: la sua figura si vede comunque spesso in fotografie di caccia accanto ai clienti che amavano venire a Cortina per le loro battute.
Piccolruaz, che nel primo dopoguerra ebbe una spiacevole diatriba con la Sezione Ampezzo del D.Oe.A.V., in via di rinomina in Sezione CAI di Cortina d'Ampezzo, per aver condotto abusivamente un cliente sul Cristallo, si spense nel 1924.
Cinque anni prima la famiglia, che viveva in una piccola casa lungo la strada d’Alemagna, era stata duramente colpita dalla morte di un figlio, Emilio, deceduto per una malattia contratta sul fronte.
I Piccolruaz si sono estinti in linea diretta con Maurizio "Guardia" (1904-81), estremo custode delle memorie avite, che ebbi il piacere di conoscere nel 1977. 
Stranamente, la guida alpina Luigi non è stato iscritto sulle due grandi lapidi marmoree che nel nostro cimitero ricordano oltre cento guide e portatori ampezzani nati dal 1796 in avanti.

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