30 mar 2011

Aspettando di salire il vulcano

La mattina di Capodanno 2010 non avevamo incontrato nessuno, quando varcammo l'ingresso del Rifugio Rinfreddo.
Posto a 1887 m di quota al limite di un pascolo, il Rifugio, già malga regoliera del Comune di Comelico Superiore, si trova nei pressi del confine Veneto - Sudtirolo, lungo il circuito delle malghe di Sesto.
Esso infatti è vicino alle malghe Coltrondo e Alpe di Nemes e un po' più lontano da Malga Klammbach (più meno tutte sui 1900 m). Con le quali forma il quartetto degli esercizi alpestri collegabili con un'escursione circolare trans-regionale, estiva e anche invernale, con base al valico di Montecroce Comelico.
Come detto, Rinfreddo è una vecchia malga, che recentemente è stata trasformata - nel rispetto delle caratteristiche pastorali - in un rifugio escursionistico, e si raggiunge anche in macchina per la Val di San Valentino.
E' il posto ideale dal quale partire alla scoperta del Col Quaternà, antico cono vulcanico che svetta inconfondibile lungo la Cresta Carnica, e fu salito anche dal Papa Giovanni Paolo II. Da Montecroce si risale per 6 km una forestale che s'interna a saliscendi nella impervia fascia boschiva tra il valico e i primi rilievi della Cresta Carnica. Si transita prima a Malga Coltrondo e si prosegue quindi leggermente in discesa per un buon quarto d'ora, per raggiungere Rinfreddo, dopo due comode orette di cammino.
Il Rifugio è noto agli escursionisti, che d'estate vi giungono a piedi, a cavallo o in MTB, e sembra ancora abbastanza discosto dalle folle dolomitiche. Nella nostra prima visita, infatti, in sala da pranzo eravamo solo in due: la famiglia dei gestori stava facendo le pulizie dopo un allegro cenone di San Silvestro, e per qualche ora riuscimmo a godere un rifugio e i boschi circostanti in tranquillità, progettando di salire di nuovo lassù d'estate, per toccare la vetta del sovrastante “vulcano”.
Davanti al Rifugio, 1° gennaio 2010

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