16 mar 2011

La Via Inglese in Tofana, un itinerario dimenticato

Il 30/1/1955, Albino Michielli Strobel e Guido Lorenzi realizzarono in giornata la prima invernale della “Via Inglese” sulla parete SW della Tofana di Mezzo.
La via (aperta l’11/8/1897 da Phillimore e Raynor con le guide Antonio Dimai e Giuseppe Colli), rientra nel novero delle “vie inglesi” sulle Dolomiti. Presenta difficoltà di III e IV, e per salirla si prevedevano in media tre ore.
L’Inglese riscosse un certo favore nell’epoca d’oro dell’alpinismo, tanto che nel 1898 un difficile camino fu facilitato con alcuni metri di corda metallica. La via compariva già a fine Ottocento nel tariffario delle guide di Cortina: per salirla, si prevedeva un giorno e mezzo ed erano richieste 50 corone. Nel tariffario del 1962 la salita era ancora presente, e per effettuarla erano richieste 20.000 lire.
Penalizzata dal lungo accesso e dall'altrettanto lunga  discesa, dall’apertura della via ferrata sulla cresta SE della stessa Tofana (1957) e dalla costruzione della funivia fino in vetta (1971), l’Inglese fu abbandonata. Vittorio Dapoz, che gestì per un quarantennio il Rifugio Giussani, sosteneva di non aver mai incontratoin rifugio, almeno nei primi vent'anni, alpinisti intenzionati a salire la via!
Incuriosito dal destino dell’itinerario, mi presi la briga di contare le salite annotate nel libretto posto in vetta alla Tofana dall'agosto 1938 all’agosto 1958. Salvo errori ed omissioni (purtroppo vari dati si leggono con difficoltà), pare che in un ventennio abbiano salito la parete solo 147 persone.
L’anno di maggior afflusso fu il 1955, quando in un giorno salirono 13 belgi, divisi in sette cordate e accompagnati da altrettante guide. Nel 1938, 1944, 1952, 1954, 1956, 1957, 1958, lungo l’Inglese non si avventurò nessuno!
La media di 7-8 salitori l’anno è proprio scarsa, per una via che ai primi del ‘900 rientrava fra le più famose d’Ampezzo. Essa, come detto, sconta la lunghezza dell’accesso e del rientro, la quota alla quale si svolge e l'abbandono generale di scalate isolate, scomode, ombrose, con roccia sporca e protezioni scarse.
Nell'elenco appare un unico solitario, Luigi Menardi "Amanaco", salito nell’estate 1950. Sono rare le cordate accompagnate da guide, la prima delle quali nel 1942, e risultano pochi anche i salitori stranieri.
Alla fine dei conti, nel ventennio esaminato la “Via Inglese” sulla Tofana di Mezzo non ha sofferto d’eccessiva frequentazione, e in seguito forse ancora meno: chissà se qualcuno si prenderebbe la briga di rivisitarla?

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