24 dic 2010

La via di Natale

E' già un impegno aprire una via di roccia d'estate: figuriamoci se ciò accade durante l’inverno! Una delle rare vie aperte in epoca abbastanza recente sui monti d’Ampezzo in piena stagione fredda fu quella sulla parete S dei Lastoi del Formin: la salirono Modesto Alverà, Carlo Menardi e Paolo Pompanin (cinquantasei anni in tre), il 24 e 25/12/1977. La via superava un dislivello di trecento metri, e oppose ai primi salitori difficoltà estreme: per venire a capo del problema occorsero cinquanta chiodi e ventiquattr'ore, con un bivacco in parete. Per i tre giovani dev'essere stato sicuramente un modo originale per festeggiare il Natale: un Natale di sofferenza per la temperatura e le difficoltà, senz’albero né presepe o luci scintillanti, ma anche un Natale di felicità e soddisfazione per l'avventura portata a lieto fine. La via appartiene all’ultimo periodo “classico” dell’arrampicata dolomitica, in cui si scalava ancora con gli scarponi e i pantaloni al ginocchio, le massime difficoltà superate in libera erano classificate di VI e si ricorreva all'artificiale ogni volta che ve n'era bisogno. Modestissimamente, anche chi scrive conobbe quel periodo, salendo alcune vie classiche e poco note che si mantenevano su ben altre difficoltà, e sentendosi sempre "grande". Il ricordo che ne rimane è a tratti incancellabile.

Fodàra Védla: un rifugio, una cappella, una storia

Il nome Fodàra Védla, presente in forme simili anche a Cortina (Fedèra, Fedaròla), Auronzo (Fedèra Vècia), Colle S. Lucia (Fedàre) e altrov...